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Ispanità
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Lmwfq'mwfgispanitàcite-ref-5[5] (mwgwhispanidad in mwhaspagnolo) è la comunità formata da tutti popoli e le nazioni che condividono una lingua e una cultura ispanica. Le 30 nazioni che ne fanno parte sono tutte ispanofone, con l'eccezione delle mwhqFilippine, e possono classificarsi in quattro aree geografiche: mwhgSpagna, mwhwAmerica Latina ispanofona, mwiaAfrica ispanofona e l'area ispano-pacifica.

Ogni 12 ottobre viene celebrato il mwigmwiwDía de la Hispanidad attraverso la celebrazione della mwjascoperta dell'America da parte di mwjqCristoforo Colombo. In Spagna è festa nazionale e viene celebrato in molti altri paesi ispanofoni.

Contents

Storia
Europa
Africa
Asia
Note

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Storia

mwkqHispania era il nome con cui i mwkgRomani chiamarono la mwkwpenisola Iberica una volta conquistata.

L'mwlqhispanidad cominciò a formarsi quando, il 12 ottobre mwlg1492, Colombo mwlwscoprì l'America e permise alla mwmacorona di Castiglia di creare l'mwmqImpero spagnolo diffondendo la sua cultura e la sua lingua anche al di là dell'mwmgAtlantico.

Nel 1713 fu fondata la mwnaReal Academia Española per stabilire delle regole nell'uso della mwnqlingua spagnola, normalizzandone la mwnggrafia al fine di poterne permettere la comprensione in tutte le regioni dell'impero.

A partire dall'mwoaOttocento, a seguito del malcontento e della ribellione delle popolazioni americane e dell'invasione mwoqnapoleonica, si creò una situazione favorevole all'indipendenza delle colonie, che si affrancarono dal governo spagnolo fatta eccezione per mwogCuba e mwowPorto Rico che ottennero l'indipendenza solo nel mwpa1898. Anche le mwpqFilippine ottennero in quell'anno l'indipendenza a seguito dell'attacco degli mwpgStati Uniti alla Spagna (mwpwGuerra ispano-americana)

Il termine mwqqhispanidad entra in disuso all'inizio del mwqgventesimo secolo. Zacarías de Vizarra, Faustino Rodríguez-San Pedro e mwrqRamiro de Maeztu riuscirono a dargli nuovamente attualità rinominando il mwrgDía de la Raza (che era già festa nazionale in molti paesi di lingua spagnola) come mwrwDía de la Hispanidad che si festeggia appunto il 12 ottobre. Poco tempo dopo cominciarono a formarsi le prime organizzazioni panispaniche come la mwsaAsociación de Academias de la Lengua Española.

Dopo la fine del mwsggoverno franchista in Spagna, le varie nazioni di lingua spagnola cominciarono ad avvicinarsi creando degli organismi di promozione culturale, come la Cumbre Iberoamericana nel mwta1991, su esempio della quale sono sorte molte altre istituzioni. La Spagna ha creato un fondo di aiuti finanziari per l'America Latina, e numerosi latinoamericani scelgono la Spagna come obiettivo del loro progetto migratorio, per ovvie ragioni di affinità linguistica e culturale. Nelle Filippine, invece, l'uso dello spagnolo si sta perdendo, e verosimilmente anche la mwtqGuinea Equatoriale seguirà la stessa strada.

Il termine mwtwlatino sta a significare l'insieme dei paesi la cui lingua deriva dal mwualatino: mwuqArgentina, mwugBolivia, mwuwBrasile, mwvaCile, mwvqEcuador, mwvgEl Salvador, mwvwGuatemala, mwwaHaiti, mwwqHonduras, mwwgMessico, mwwwNicaragua, mwxaPanama, mwxqParaguay, mwxgPerù, mwxwRepubblica Dominicana, mwyaUruguay, mwyqVenezuela, Porto Rico, mwygPortogallo e ovviamente Spagna. Dal mwyw1954 questo insieme di paesi è conosciuto anche come mwzaUnione latina, il cui scopo è di mantenere e di diffondere la cultura latina.

L'ispanità nel mondo

Più di 480 milioni di persone nel mondo hanno come lingua madre lo spagnolo, che si colloca al secondo posto, dopo il mwzwcinese, tra gli idiomi più parlati. Se dovessimo contare la popolazione di tutte le nazioni ispaniche, arriveremmo a quasi 570 milioni. Non v'è dubbio, pertanto, che manca un dato ufficiale che esprime la quantità di ispanici nel mondo.

Al di là delle inevitabili variazioni di pronuncia e dei vocaboli legati alla cultura locale, la lingua parlata non differisce quasi per niente tra un paese ispanico e l'altro. Questo è dovuto al fatto che l'indipendenza dei paesi dell'America Latina risale a poco meno di due secoli fa, e che fino a quel momento la Spagna aveva imposto le proprie regole mwaqlinguistiche, mwaggrammaticali e mwawortografiche, che pertanto si sono mantenute ancora oggi.

Europa

In Europa gli ispanici si trovano principalmente in Spagna superando i 47 milioni in questo Paese, tenendo conto oltretutto di una massiccia immigrazione americana. Inoltre c'è una minoranza di immigrati ispanici nel resto del continente, compresi quelli in mwbgFrancia, che si calcola sia composta approssimativamente da 2.000.000 di ispanofoni. Il mwbwPrincipato di Andorra, è uno dei Paesi con un alto numero di ispanofoni: il mwcacastigliano o spagnolo è parlato insieme al mwcqcatalano, la prima lingua ufficiale, ed al mwcgfrancese, altra lingua nativa. Inoltre esiste un alto numero di ispanofoni nella colonia mwcwbritannica di mwdaGibilterra: lo spagnolo è parlato solo come lingua nativa insieme con l'mwdqinglese, prima lingua ufficiale, sebbene i tratti ispanici delle persone in questo territorio britannico siano culturalmente molto evidenti. Nei mwdgBalcani, in Paesi come mwdwBosnia ed Erzegovina, mweaGrecia, mweqMacedonia del Nord e mwegBulgaria, in minor misura lo spagnolo è parlato dalle comunità di mwewsefarditi ivi residenti. Questo spagnolo conserva i tratti ispanici ed i mwfaneologismi propri della fine del mwfqMedioevo. Ciò è dovuto al fatto che gli mwfgebrei che parlano castigliano in questi luoghi sono discendenti di quelli che furono espulsi nel 1492, durante il regno dei mwfwre cattolici, dalla mwgapenisola iberica. Comunque in questi Paesi lo spagnolo è stato molto influenzato dalla cultura propria della zona. Esistono, anche, un piccolo numero di immigranti ispanici residenti in Paesi come mwgqPortogallo, mwggGermania, mwgwRegno Unito, mwhaItalia, mwhqSvezia, mwhgBelgio, mwhwRussia, mwiaSvizzera ed mwiqAustria.

Americhe

La gran parte degli ispanici si trova in mwkqAmerica, superando di misura la quantità di 300 milioni. Paesi come mwkgArgentina, mwkwBolivia, mwlaCile, mwlqColombia, mwlgCosta Rica, mwlwCuba, mwmaRepubblica Dominicana, mwmqEcuador, mwmgEl Salvador, mwmwGuatemala, mwnaHonduras, mwnqMessico, mwngNicaragua, mwnwPanamá, mwoaParaguay, mwoqPerù, mwogPorto Rico, mwowUruguay e mwpaVenezuela sono tutti paesi a grande maggioranza ispanica. Anche mwpqStati Uniti, mwpgBelize, mwpwBrasile ed in minor numero mwqaAruba, mwqqAntille Olandesi, mwqgTrinidad e Tobago e mwqwCanada contano una grande quantità di ispanici. In mwraAmerica Latina molte popolazioni preferiscono definirsi "latine" prima che ispaniche per la connotazione storica che tale termine comporta. Inoltre negli Stati Uniti risiedono ispanici bianchi nei Paesi come mwrqTexas, mwrgNuovo Messico, mwrwCalifornia e mwsaFlorida con radici spagnole.

Panama

A mwswPanama come in tutti i Paesi dell'America Latina il mwta12 ottobre (mwtqdia de la Hispanidad) è un giorno di festa: i cittadini sfilano, ci sono i fuochi d'artificio, le frecce tricolori.

Africa

Gli ispanici in Africa si concentrano nei territori spagnoli di questo continente (come le mwvgIsole Canarie, mwvwCeuta e mwwaMelilla, le mwwqPlazas de soberanía) e in mwwgGuinea Equatoriale. In mwwwMarocco e nel mwxaSahara Occidentale alcune persone conservano tracce ispaniche sebbene questi paesi siano molto influenzati dalla cultura araba. In totale in Africa si arriva ai 2 milioni di ispanici. Si deve tenere in conto che le zone sopra citate erano parte del territorio coloniale spagnolo. Esistevano anche discendenti di mwxqebrei nazareni e mwxgmori che furono espulsi dalla Spagna dai mwxwRe cattolici. Alcuni di loro, ancora oggi continuano a conservare le chiavi di casa che un giorno dovettero abbandonare.

Asia

Le mwzwFilippine sono l'unico Paese asiatico che conserva alcune caratteristiche tipiche dell'ispanismo, come ad esempio il nome delle persone; anche se la cultura e la lingua spagnola sono venute a mancare, oggi sembra esserci una ripresa dell'interessamento a questa cultura. Le Filippine sono state una colonia spagnola per oltre 350 anni, ma in soli 50 di presenza statunitense sono state cancellate tutte le peculiarità della cultura iberica, non senza polemiche; dopo l'indipendenza, tuttavia, l'idioma locale mw0atagalog ha guadagnato importanza, sino a diventare lingua ufficiale nel mw0q1987.

Inoltre, bisogna ricordare le comunità mw0wsefardite in mw1aMedioriente. Discendenti degli mw1qebrei che furono mw1gespulsi dalla Spagna durante il regno dei re cattolici nel 1492, queste comunità hanno conservato la lingua castigliana, ma con tratti linguistici peculiari. La maggior parte di questi risiede in mw1wIsraele ed, in misura minore, in mw2aTurchia. La lingua di queste comunità è conosciuta come mw2qladino o "judeoespañol". Esiste anche un certo numero di immigrati ispanici in mw2gGiappone. Benché in questo paese l'insegnamento della lingua spagnola non sia sistematico, esiste un certo interesse per il suo apprendimento, dovuto alle relazioni con i paesi dell'America Latina.

Nazioni di cultura ispanica

Due regioni di origine e cultura ispanica fanno oggi parte di altri paesi.

Una di queste è Porto Rico dal mw3g1898, che dopo una guerra tra la Spagna e gli Stati Uniti passò a far parte del paese nordamericano. Porto Rico nel mw3w1993 si è dichiarata bilingue, anche se meno del 5% del totale della popolazione è di madrelingua inglese. Il mw4aPartito Indipendentista Portoricano promuove l'indipendenza completa dell'isola. A causa di ciò sono nate numerose controversie nella politica del paese, con alcuni gruppi a favore ed altri contro, compresa l'ingerenza politica da parte dell'allora presidente del Venezuela, mw4qHugo Chávez, con la richiesta agli Stati Uniti di concessione dell'indipendenza. La questione è entrata anche nell'agenda dell'mw4gONU, concludendosi però con l'opinione che tale scelta dovrà essere effettuata esclusivamente dai cittadini dell'isola.

L'altra regione di origine spagnola, ma fortemente influenzata dalla cultura mw5aaraba è il mw5qSahara Occidentale, attualmente dipendenza del Marocco. Tra il mw5g1981 e il mw5w1984 è stato effettuato un mw6areferendum per definire la sua totale e completa indipendenza, riconosciuta dall'mw6qUnione Africana ma non dall'mw6gONU. Infatti il mw6wFronte Polisario si batte perché questo territorio riesca a conseguire la sovranità sotto il nome di "Repubblica Araba Sahariana Democratica".

Note

cite-note-11. Sono inclusi anche mw8gAndorra e mw8wGibilterra, territori confinanti con la mw9aSpagna e con forte presenza di ispanici.
cite-note-22. Sono menzionati anche gli mw-aStati Uniti d'America per via della forte presenza ispanica in mw-qNuovo Messico, mw-gTexas, mw-wCalifornia e mw-aArizona.
cite-note-33. Parlato dal 18% della popolazione, con stato ufficiale in mwaqaNuovo Messico.
cite-note-44. Sono incluse solamente le tre province meridionali di mwaqqGuelmim-Oued Noun, mwaquLaâyoune-Sakia El Hamra e Dakhla-Oued Ed-Dahab.
cite-note-55. mwaqomwaqsmwaqwispanità in Vocabolario - Treccani, su mwaq0treccani.it. mwaq4URL consultato l'11 gennaio 2020 mwaq8(archiviato dall'mwaraurl originale il 1º febbraio 2013).

Bibliografia

• Ramiro de Maeztu,mwarqDefensa de la Hispanidad, Homo Legens, 2006, ISBN 8493459534

Voci correlate

• Panispanismo
• mwaseIspanistica (studio della cultura spagnola e latinoamericana)
• mwasmIberoamerica